Cada vez que revisito Otto e Mezzo de Fellini, mi más más más querida y visceral película in stretto, me vuelco en cosas distintas.
Esta vez no sé porqué sospecho que hay un viento... sí lo hay.
Aquí una paráfrasis al monólogo final... la pasarela del adiós.
Andar los 8 y medio escalones es complicado. Será que estoy parado justo aquí... aquí no es arriba ni es abajo, ni es frente ni detrás.
Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi da forza, vita?
Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito,
non sapevo. Com’è giusto accettarvi, amarvi.
E come è semplice, arena.
Mi sento come liberato tutto mi sembra buono,
tutto ha un senso, tutto è vero.
Ah come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire.
Ecco tutto ritorna come era prima, tutto è di nuovo confuso.
Ma questa confusione sono io. Io come sono non come vorrei essere.
E non mi fa più paura dire la verità quella che non ho ancora trovato.
Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna.
È una festa la vita viviamola insieme.
Por supuesto... por supuesto... quizás esta no sea una fantasía.